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Qui Calabria >> REGGIO CALABRIA: PRESENTAZIONE STUDIO MISE-CENSIS SULLA CONTRAFFAZIONE
REGGIO CALABRIA: PRESENTAZIONE STUDIO MISE-CENSIS SULLA CONTRAFFAZIONE Presentazione rapporto MiSe-Censis sul fenomeno nella Città Metropolitana.
Dall'intervento di Mimma Iannello Presidente di Federconsumatori Calabria:
"I consumatori sono i terminali dell'economia criminale. Contrastare il fenomeno della contraffazione significa non solo rafforzare e coordinare al meglio l'azione di contrasto alle economie illegali come la contraffazione, le agromafie ed il gioco di azzardo che rappresentano settori di riciclaggio dei proventi delle diverse attività criminali della 'ndrangheta, ma anche, rimuovere le condizioni di svantaggio sociale della regione, a partire dal lavoro e dall'accesso ai servizi di cittadinanza. I Cittadini fragili economicamente sono i consumatori più fragili nel mercato dei consumi.
Contrastare la contraffazione significa anche far emergere lo sfruttamento degli immigrati, sanare l'economia illegale del territorio, significa maggiori risorse per i controlli delle aziende: nel 2016 su 297 aziende controllate dalle forze dell'ordine nel reggino, ben 289 sono risultate irregolari (97,3%) e 896 lavoratori non a regola con le leggi del lavoro.
L'assenza di lavoro e di reddito rende molti consumatori vittime dell'acquisto di griffe contraffatte e di merci di bassa qualità e dannose per la salute che però consente loro di soddisfare bisogni primari e di sentirsi eguali in un mondo di diseguali nell'accesso alla ricchezza dettata da esasperati modelli consumistici.
Inoltre, affermare i valori della legalità ed una nuova cultura dei consumi significa offrire ai cittadini maggiori strumenti di tutela (Marchio Legalità, black list delle aziende responsabili di reati, campagne di informazione diffuse ecc.) e azioni di responsabilizzazione che coinvolgano i consumatori a partire dall'età scolare, significa superare la tolleranza che porta troppi a sottovalutare il fenomeno contraffattivo i cui danni pesano sull'economia sana, il lavoro, l'ambiente, la fiscalità, il Made in Italy che rappresenta il maggiore fattore di competitività del sistema Paese, oltre che essere un reato penale per chi vende e chi acquista".