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Qui Calabria >> TRENITALIA E LE CONDIZIONI CAPESTRO POSTE ALLA REGIONE
Di seguitto l'intervento della Presidente di Federconsumatori Calabria Mimma Iannello
pubblicato sul QuotidianodelSud di sabato 10.12.2016  a pag. 1 e 45



"Trenitalia e le condizioni capestro poste alla Regione.
Il Contratto di Servizio per gli anni 2009-2014 con cui Trenitalia erogava per conto della Regione Calabria il servizio di trasporto ferroviario è scaduto a fine dicembre 2014. 
Federconsumatori Calabria la scorsa primavera, con una lettera di diffida inoltrata all'Authority dei Trasporti, ne sollecitava il rinnovo ai soggetti preposti insieme all'ottemperanza della legislazione che impone anche il coinvolgimento delle rappresentanze delle associazioni dei consumatori e degli utenti. 
Sta di fatto che per gli anni 2015 e 2016 il servizio è stato erogato in continuità alle stesse condizioni economiche degli anni precedenti così come si evince dagli atti deliberativi intercorsi fin quì tra Regione e Trenitalia. 
Risulta che in queste settimane, Regione e Trenitalia, stiano definendo il rinnovo del Contratto di servizio in adempimento degli obblighi comunitari e, nelle more della continuità del servizio per l'anno 2017, stiano valutando in prospettiva, l'opzione di affidamento diretto di durata quindicennale così come sta avvenendo in altre regioni ed anche allo scopo di favorire investimenti sull'infrastrutturazione ferroviaria e sui convogli.
Risulterebbero però preoccupanti le condizioni che Trenitalia porrebbe alla Regione sulla base della predisposizione dello strumento di piano economico finanziario (PEF) già a far data dal 2015. 
Difatti, per il triennio scoperto di Contratto, parrebbe che Trenitalia, in aggiunta ai costi annui del servizio prorogati e svolti in regime di continuità, abbia avanzato pretesa di corrispettivi aggiuntivi per circa 20 ml di euro in relazione ad un nuovo e complesso sistema di calcolo. 
Se così fosse, la forzatura di Trenitalia di modificare i criteri di finanziamento per un servizio già pattuito e già erogato senza che se ne avanzasse sin dall'inizio richiesta di variazione, risulterebbe inaccettabile e di dubbia esigibilità. 
Sarebbe come cambiare le regole del gioco nel mentre è in corso o addirittura è già finita la partita.
Un evidente "azzardo" al rialzo che l’Assessorato ai Trasporti e lo stesso Presidente della G.R. faranno bene a contrastare con determinazione, non solo per gli evidenti effetti di squilibrio che comporterebbe sui già precari conti della Regione ma, per quanto ci riguarda, per i risvolti sociali che le condizioni poste da Trenitalia scaricherebbero sui cittadini. 
Infatti, qualora Trenitalia dovesse sostenesse fino in fondo la richiesta di riconoscimento di maggiori corrispettivi per il biennio 2015-2016 scoperto di Contratto e per l'anno 2017 in attesa del nuovo affidamento, ed in assenza di altro offerente per il servizio, significherebbe che la Regione, per stare nella disponibilità delle risorse già impegnate in Bilancio sul trasporto su ferro, si troverebbe a ricevere un servizio ridotto e dequalificato per effetto della nuova parametrazione dei costi imposta da Trenitalia. 
Diversamente, la Regione, per mantenere l'attuale quantità di offerta di servizi su ferro alle nuove condizioni poste da Trenitalia, ed ammesso che non riesca a reperire la disponibilità di ulteriori somme aggiuntive, dovrebbe spostare significative risorse dal trasporto su gomma a quello su ferro. 
E comunque, intervenire oltre che sul taglio di treni anche sul costo dei titoli di viaggio con ulteriore aggravio per i viaggiatori.
Insomma,  sembrerebbe una vera  "bolla monopolista" abilmente messa in atto da Trenitalia in fase negoziale ed a poco tempo dalla scadenza degli adempimenti da sottoscrivere entro fine anno, che metterebbe a rischio anche il percorso riformatore che l'Assessorato ai Trasporti sta apprezzabilmente portando avanti sull'intero sistema del trasporto pubblico locale per innovare, efficientare e qualificare l'offerta dei servizi regionali. Compreso quello ferroviario che negli ultimi mesi ci risulta abbia registrato, in virtù di tale percorso, un notevole incremento di traffico e di ricavi.
Apparirebbe dunque incomprensibile la linea assunta da Trenitalia che andrebbe così a pregiudicare la condivisione di una visione di rilancio del trasporto ferroviario più volte condivisa ai tavoli di confronto regionale anche con Federconsumatori.
Tutto ciò premesso, a fronte del rischio di perdita delle risorse di premialità qualora non venissero certificati gli Obiettivi di servizio raggiunti sul TPL su gomma e ferro per l'anno 2015 e, anche in considerazione di echeggiate richieste da parte della Regione Campania di esigere un differenziale di pagamento dalla Regione Calabria sul costo in quota parte dei treni in servizio sulla Sapri-Paola che assolvono alle esigenze quotidiane di mobilità turistica, lavorativa e di studio di migliaia di cittadini di più regioni, Federconsumatori auspica che, nel confronto tra Regione e Trenitalia, prevalga l'intento ultimo di garantire alla Calabria il miglior servizio ferroviario in termini di quantità, qualità, sicurezza, innovazione e di equità.
Resta inoltre ferma la richiesta di Federconsumatori a che venga presto aperto il tavolo di confronto con le Associazioni dei consumatori e che, anche in ragione della contingenza della fase politica nazionale e della non contraddittorietà dei dati posti a base delle trattative da Trenitalia, seppur certificati da soggetti terzi pagati dalla stessa, la Regione si predisponga, assieme alle altre, di uno strumento tecnico di analisi  e certeficazione dei dati adeguato, efficace e di parte pubblica, da condividere evidentemente in sede di Conferenza Stato-Regioni e tale da definire in modo incontrovertibile i costi standard dei servizi validi da Nord a Sud ed in ragione delle variabili infrastrutturali e sociali di ogni territorio.
Ciò aiuterebbe ad una condivisione consapevole, trasparente e insindacabile dei processi di costruzione di obiettivi di Contratto così importanti e di corrispondenza dei risultati attesi anche in prospettiva di sanare le diseguaglianze del servizio ferroviario create da anni di politiche dei trasporti messe in atto da RFI e Trenitalia  che hanno generato gravi sperequazioni  tra Nord e Sud del Paese.
In questo quadro Federconsumatori auspica un responsabile e ragionevole ripensamento della direzione di Trenitalia dei termini posti per la rinegoziazione del Contratto che, dovessero essere così mantenuti,  non possono che essere contrastati per l'evidente sussistenza di elementi di alterazione di accordi e di monopolio di  mercato  che rischiano di far pagare un conto salato ai cittadini ed al mondo del lavoro. Una prospettiva che la Calabria non può assolutamente permettersi.
Mimma Iannello 
Presidente Federconsumatori Calabria"