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Qui Calabria >> GIOCO D'AZZARDO I NUMERI DEL GIOCO IN CALABRIA
I numeri del IV° Libro nero sul gioco d’azzardo di Federconsumatori, ISSCON e CGIL in Calabria.
Nel 2025 la raccolta sul gioco d’azzardo ha superato i 165 miliardi di euro. Lo Stato e i cittadini perdono, le imprese del settore crescono di utili del 165%. La Calabria mantiene il 3° posto del podio fra le regioni a maggiore intensità di raccolta di gioco pro capite. Le 5 province calabresi entro la prime 23 posizioni delle province italiane per maggiore raccolta di gioco. I comuni calabresi sciolti per infiltrazioni fra i Comuni con maggiore valore delle giocate pro capite.


Lo scorso 27 maggio, è stato presentato a Roma, nella sede nazionale della CGIL, la IV° Edizione del Libro nero sull’azzardo, lo storico rapporto a cura di FEDERCONSUMATORI, Fondazione ISSCON e CGIL sul gioco d’azzardo in Italia.
Federconsumatori Calabria Aps ha estratto i principali dati di incidenza regionale dal Report nazionale e li ha elaborati come gli altri anni, partendo dal quadro di contesto nazionale.

Il Libro Nero, edizione 2026, ha segnato un salto di qualità arricchendo l’elaborazione dei dati nazionali con dati europei e due parti speciali dedicate al dilagare della pubblicità e sullo stato economico delle maggiori imprese del settore.
Il sottotitolo assegnato il IV Report è “Lo Stato perdente” a rendere evidente l’idea che lo Stato sul gioco d’azzardo, nonostante gli 11,4 miliardi di gettito fiscale, il 6,9% della raccolta, non sia affatto vincente, al contrario, risulta perdente per una serie di fattori di impatto sociale, sanitario, erariale, culturale, di contrasto alle mafie e di misure cogenti al contrasto e alla prevenzione contro il gioco.
Le imprese del settore.
Le imprese del settore hanno invece registrato una crescita degli utili del 165% in termini reali, mentre il loro fatturato ha raggiunto nel 2025 i 10,4 miliardi di euro seppure in costante calo per effetto dell’inarrestabile crescita del canale online. I dipendenti degli operatori campionati sfiorano le 6.500 unità con un costo del lavoro per dipendente di poco inferiore a 70.000 € nel 2024.
Serve un bilancio sociale sul gioco d’azzardo.
I dati emersi dal Libro nero, avvalorano la richiesta di Federconsumatori, Isscon e CGIL, di un bilancio sociale su fenomeno del gioco d’azzardo per valutarne l’impatto complessivo, esaminare per prima cosa i costi sanitari generali, oltre quelli strettamente legati alla cura delle persone con disturbi da ludopatia, quelli del sostegno economico pubblico a cittadini e famiglie impoverite dall’azzardo, i costi a carico dello Stato, degli Enti locali.
Inoltre, dovrebbe anche essere esaminato lo stretto rapporto tra azzardo legale e illegalità, il riciclaggio di capitali malavitosi e dell'economia irregolare che avvengono attraverso le maglie larghissime delle regole italiane e l'attività dello Stato a contrasto, con i relativi costi e il peso del sovraindebitamento delle persone creato anche dall'azzardo, il peso dell'usura, quello della perdita di un lavoro e della chiusura di un'impresa. Un peso che peraltro, colpisce in misura superiore alla media i migranti.

In un contesto dove le famiglie sono sempre più povere, dove i salari reali sono arretrati in pochi anni dell'8,9%, e molta della povertà concentrata nel Mezzogiorno, la crescita dell'azzardo in Italia, con forte incidenza nelle regioni del Sud, è un elemento inquietante, che consente la definizione di “tassa sulla povertà”.

Stato e cittadini perdenti.
In un Paese dove cresce l'area della povertà, dove il 15% del ceto medio fatica a reggere la tenuta dei bilanci familiari, in cui crescono le rinunce alle cure sanitarie e le interruzioni di percorsi scolastici, dove cresce l'accettazione di un lavoro qualsiasi, a qualsiasi condizione, dove crescono i reati commessi alla ricerca di denaro, in cui le relazioni si spezzano, le famiglie che si sfaldano, crescono le solitudini, l'azzardo diventa certamente uno degli elementi di un quadro sociale complicato ed un fattore che concorre a determinare dinamiche familiari drammatiche..
Mentre uno dei tre soggetti in campo (Stato, cittadini, imprese), sa benissimo di essere vincente, ed usa in modo spregiudicato la sua posizione anche nella relazione con la politica, i due perdenti, i cittadini e lo Stato, sono accomunati dalla difficoltà, fino all'incapacità, di leggere e superare la propria condizione. Sono entrambi perdenti seppure dovrebbero rappresentare gli stessi interessi generali.
Il gioco in Europa e il primato italiano.
La copertura informativo-statistica parziale dell’azzardo non riguarda solo l’Italia ma anche l’Europa. E’ una dinamica che si ripete anche a livello europeo dove i vuoti informativi lasciati dalle Istituzioni e da Eurostat vengono puntualmente occupati da soggetti come EGBA - European Gaming and Betting Association, l'associazione di categoria con sede a Bruxelles che rappresenta i principali operatori di gioco d'azzardo online stabiliti, autorizzati e regolamentati all'interno della UE.
EGBA pubblica report come l’European Gambling Market – Key Figures 2025 Edition che offre uno spaccato dell’azzardo nei Paesi della UE e in Gran Bretagna. In tale report, la cui ultima edizione risale al 2025, viene utilizzato come indicatore principale di comparazione temporale e spaziale, il GGR (Gross Gaming Revenue), ovvero la SPESA (le perdite), data dalla differenza fra il volume raccolto e le vincite.
Le perdite rappresentano una dimensione parziale dell’azzardo - utilizzata spesso in modo distorto e strumentale - e che elude il valore complessivo del raccolto e della distribuzione statistica delle vincite (e quindi delle perdite) nella platea dei giocatori.
I dati offerti dalle analisi sul GGR riportate sono un indicatore importante ma non esaustivo per un fenomeno estremamente complesso, per il suo impatto socio-economico e sanitario.  Come si evince dal grafico 1, l’Italia detiene il primato europeo della maggiore raccolta di gioco d’azzardo.
Graf. 1 – Spesa complessiva dell’azzardo (GGR) nei Paesi della UE e in UK per canale di gioco – Composizione % e incidenza % del canale da remoto sulla spesa complessiva. Stima anno 2024

Migliora la trasparenza, ma non è superato l'oscuramento informativo.
Nei Report degli anni precedenti, era dedicata attenzione e denunciato l'oscuramento informativo sull'azzardo iniziato nel 2020 e via via cresciuto negli anni, anche per responsabilità di Agenzia Dogane e Monopoli.
Quest'anno; grazie alla relazione sul “settore del gioco pubblico” recentemente presentata dal Ministro dell'Economia alla Camera, unita alla richiesta agli atti avanzata dai promotori del Libro Nero, si torna a commentare alcuni dati territoriali del fisico e dell'online, prima negati.
 
In particolare, si torna ad esaminare l'azzardo complessivo, almeno a livello di province e grandi città.
Un passo in avanti, frutto anche delle pressioni giunte da più parti seppure mancano ancora i dati di dettaglio, nel fisico, dei 7.900 Comuni italiani, che si continua a chiedere con forza.
 
Trasparenza, pubblicità, illegalità: il gioco lontano dall’essere una casa di vetro.
 
Il Paese risulta dentro ad una vera e propria “Crisi da azzardo” che sollecita una rigorosa applicazione del divieto di pubblicità, senza i trucchi di questi anni, senza gli strapagati testimonial del “gioco responsabile”, senza le migliaia di occasioni pubblicitarie all'interno di una partita di calcio.
 
I nostri ragazzi e le nostre ragazze, vanno difesi dall’essere oggetto di un marketing selvaggio e vergognoso.
E' possibile progettare, il mantenimento delle entrate da tassazione, anche agendo sugli extraprofitti delle aziende del settore. L'azzardo dev’essere una casa di vetro, liberando e rendendo disponibili tutti i dati, mettendo sotto controllo l'attività di lobbing, che in questo settore non ha eguali.
 
Deve crescere il contrasto ai fenomeni di illegalità, la trasparenza sui dati e il ruolo delle amministrazioni locali e delle Regioni, in una azione corale che abbia al suo centro quel bilancio sociale che da tempo chiedono Federconsumatori, ISSCON e CGIL.
 
I segnali, da parte del Governo, vanno con decisione in direzione opposta; i contenuti annunciati della nuova normativa corrispondono pienamente ai desiderata dei vincenti, e porterebbero al peggioramento della condizione dei due perdenti, lo Stato ed i Cittadini.
 
I numeri del gioco nel 2025.
Nel 2025 l'azzardo nel suo complesso in Italia cresce del 5% sul 2024, raggiungendo la cifra record di 165,34 miliardi di euro mentre è stazionaria l'entità delle perdite con 21,88 miliardi.
 
Il peso delle perdite da azzardo, sul monte complessivo dei redditi degli italiani, è del 2%; facile ipotizzare che nella parte economicamente più debole del Paese superi il 4% medio.
 
Nell'azzardo fisico si registra una lieve riduzione di volumi, con 64,4 miliardi ed un -1,3%; la riduzione è più marcata se riferita al 2018, con un -13,4%.  Non si attenua al contrario la vertiginosa crescita dell'azzardo online, che supera la soglia dei 100 miliardi di raccolta (100,88); in questo caso la crescita sul 2018 è del 221% e quella sul 2024 del 9,5%.
 
Ciò non significa il progressivo spegnimento del canale fisico in favore di quello online. I grandi investimenti delle aziende del settore hanno contribuito a questo spostamento, ma l'azzardo fisico resta vivacissimo e tutt'altro che in crisi. E' il settore dove le perdite sono maggiori, è più pervasivo, con una “base sociale” amplissima anche di operatori.
 
 Nell'online sono 17 milioni i conti-gioco attivi l'84% dei quali ha chiuso il 2025 con una perdita.
 
Sono invece stimabili in 4,8 milioni i giocatori attivi nell'online; tutti i segnali dicono che è sempre più forte l'attrazione di giovani e giovanissimi verso il gioco da remoto: rappresentano il 22% dei possessori di conti attivi.
Anche se è notorio che il motore dell'online è al Sud, Campania, Sicilia e Calabria su tutte, la novità di quest'anno è la maggior crescita, sull'anno precedente, di alcune regioni del nord, Lombardia ed Emilia-Romagna in particolare
 
In sette anni, sul complesso della raccolta, il peso dell'online è passato dal 33% al 61%.
 
Per effetto del maggiore pay-out (l'online non ha i costi del fisico e le vincite sono percentualmente maggiori) il dato delle perdite è assai diverso, con il fisico che ha il 39% del “mercato” complessivo dell'azzardo, ma esprime il 74,3% delle perdite.
 
Tab. 1 e Grafico 2 - Raccolta dell'azzardo complessivo (fisico e da remoto) per regione. Anno 2025. Valori assoluti in €.
REGIONE    
                           TOTALE  
ABRUZZO
BASILICATA
CALABRIA
CAMPANIA
EMILIA ROMAGNA
FRIULI VENEZIA GIULIA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA
MARCHE
MOLISE
PIEMONTE PUGLIA
SARDEGNA
SICILIA
TOSCANA
TRENTINO ALTO ADIGE
UMBRIA
VALLE D'AOSTA
VENETO
4.506.030.283,28 1.615.523.498,18 6.172.265.586,11
21.562.985.622,21
10.631.736.034,84 2.424.713.504,65
17.449.732.640,45 3.896.939.623,06
26.000.407.254,44
4.002.745.682,28 975.348.721,39
9.888.613.068,72
12.419.104.891,41 4.354.871.463,62
16.231.602.764,01
8.988.265.506,82 1.940.361.404,82 1.990.215.295,68 228.900.538,47
9.353.265.296,82
 
TOTALE 165.344.915.022,96  
 
 

 






















Elaborazione Federconsumatori Calabria Fonte dati IV° Rapporto del Libro Nero del gioco d’Azzardo
 
 
Tabella 2 - Sintesi delle maggiori evidenze del Libro nero
 
 
LA QUARTA EDIZIONE DEL LIBRO NERO:
PRINCIPALI EVIDENZE STATISTICHE DELL’AZZARDO NEL 2025             
  1.  
La raccolta complessiva dell’azzardo in Italia raggiunge i 165,34 mld di € (+5% rispetto al 2024), una cifra corrispondente numericamente al 7,3% del PIL nazionale, trainata dal canale delle giocate online. Le risorse “investite” dagli italiani in azzardo nel 2025 superano di 26 miliardi di € il valore del Fondo sanitario nazionale (138,6 mld di €) e rappresentano più del doppio della spesa per l’istruzione. Quello italiano è il primo mercato dell’azzardo in Europa e fra i principali al mondo.
  1.  
Questo mercato si sviluppa in uno scenario normativo disorganico, strutturato separatamente per canale di raccolta (online e fisico), che promuove l’azzardo consapevole e che di fatto sdogana la pubblicità. Nessuna contrazione dell’offerta, nessun incremento della tracciabilità, nessuna eliminazione dei giochi a maggior rischio di infiltrazione dalla malavita. Viene ipotizzata la possibilità di azzerare l’azione dei Comuni su distanze da luoghi sensibili, orari di apertura dei punti della rete di raccolta fisica e tutela della salute pubblica
  1.  
Le perdite degli italiani ammontano a 21,88 mld di €, una cifra prossima al valore di una manovra finanziaria.
  1.  
Cresce ancora l’azzardo online (+9,5% rispetto al 2024) e si contrae la raccolta da canale fisico (-1,3%)
  1.  
I volumi giocati da remoto rappresentano il 61% della raccolta complessiva, sono 4,8 mln i giocatori attivi stimati, con un totale di conti-gioco attivi che supera le 17 mln di unità (l’84% dei quali chiude l’annualità 2025 con un saldo economico negativo).
  1.  
Il “motore” dell’azzardo online è prevalentemente collocabile nelle aree del sud Italia (in particolare in regioni come Sicilia e Campania) ma si sta assistendo alla progressiva espansione e consolidamento di importanti volumi di attività di gioco anche in aree del Nord. Gli indicatori costruiti per la rilevazione degli outliers (di intensità e di tendenza), ripetuti nel tempo, evidenziano sia dati anomali a spot (ad esempio un comune che registra forti incrementi/perdite di volumi in un determinato anno) sia areali sovracomunali del nord che iniziano a consolidare volumi di raccolta simili a quelli di alcune regioni del sud (è il caso ad esempio di alcuni gruppi di comuni della Lombardia e dell’Emilia Romagna)
  1.  
A causa dell’espansione delle giocate da remoto, l’entrata complessiva per l’erario è in progressiva diminuzione (11,4 mld di € nel 2025) ed è ormai prossima, se non al di sotto, al fatturato annuale dei Concessionari
  1.  
Il DL 41/2024 e il riordino delle concessioni avvenuto a novembre 2025 ha ridisegnato la geografia degli operatori attivi sul mercato nazionale, con una tendenza alla concentrazione fra pochi super-concessionari che operano sia direttamente con il proprio brand che tramite le società controllate.
 
 
Il valore del gioco d’azzardo in Italia.
Reggio Calabria e Vibo Valentia le province fra le prime 10 d’Italia per valore di raccolta pro capite online.
 
In Italia nel 2025 l’azzardo ha raccolto complessivamente, con i canali fisico e a distanza, 165,34 miliardi di € (un volume economico equiparabile al 7,3% del PIL), con una crescita del +5% (+7,9 mld di €) rispetto al dato 2024 (157,4 mld di €). Le perdite sfiorano i 22 mld di €.
Il volume raccolto dal canale fisico nel 2025 ammonta a 64,5 mld di €, in contrazione rispetto al dato relativo all’annualità precedente (-1,3%).
Il volume giocato a distanza supera i 100 mld di € (100,88 mld di €, +8,8 mld di €, +9,5% rispetto al 2024), in particolare giochi di abilità (giochi di carte, casinò online), scommesse sportive e Betting Exchange.
 
Per il 2025 la raccolta complessiva dell’azzardo in Italia (fisica e online) è quantificabile in 165,34 miliardi di euro, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2024 (crescita completamente determinata dalla variazione positiva dei volumi giocati per via telematica).
Le perdite complessive sfiorano i 22 mld di euro.
Il valore nazionale delle giocate online su tutta la popolazione è di 1.712 euro e di 2.365,81 euro sulla popolazione 18-74 anni.
Il 21,1% dei conti, a livello nazionale è intestato a giovani tra i 18 ed i 24 anni ed il 4,8% ad anziani ultra 65enni.
 
Il 22,2% dei conti è intestato a donne.
 
Solo il 16,3% dei conti attivi risulta positivo nel saldo annuale 2025.
L’83,7% dei conti è in chiusura negativa.
 
Nel 2025, nell'azzardo complessivo, fisico e online, cittadini e cittadine hanno “investito” 3.284 euro pro capite.
 
Spiccano i 12,8 miliardi di Roma Capitale, gli 11,5 mld di Napoli Città Metropolitana, i 9,4 mld di Milano CM, i 5,3 mld di Torino CM, i 4,5 mld di Palermo e, a seguire, i dati più volte anomali di Salerno e Caserta, con 4,2 e 3,8 mld. Non meno significative le raccolte di realtà della Calabria che complessivamente superano i 6 miliardi di euro.
 
Esaminando la media pro capite sono 42 le province/città metropolitane sopra la soglia media nazionale, soprattutto realtà territoriali del sud, come Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.
 
Al primo posto, con quasi 5mila euro giocati per maggiorenne, si trova la provincia di Caserta, seguita da
Teramo, Napoli, Salerno e Isernia. Per incontrare una provincia del nord Italia occorre scorrere la classifica fino alle posizioni 36 e 37 dove troviamo, con un valore dell’indicatore di poco superiore a 3.400€, Imperia e Milano. Chiudono la classifica nazionale Trento e Belluno, uniche realtà al di sotto del 2mila euro per maggiorenne.
 
Nell'esame regionale dell'azzardo online, si evidenziano le grandi anomalie più volte esaminate ed oggetto anche dell'eccellente lavoro “Azzardomafie” di Libera.
 
Prima cosa: in ognuno degli ultimi sei anni, in ciascuna delle venti Regioni, il dato della raccolta è costantemente aumentato. Mai uno stop alla crescita, nemmeno un anno, in nessuna delle Regioni italiane.
 
Nel solo gioco online, ogni residente in Campania, neonati compresi, “investe” 2.527 euro; seguono la Sicilia, con 2.472 euro, la Calabria con 2.436 euro e il Molise con 2.288 euro.
 
Nonostante un lieve calo la provincia di Isernia registra 4.074 euro nel solo online. Poco sotto i 4.000 euro pro capite, le province siciliane di Messina, Siracusa e Palermo.
 
Nei primi 10 seguono Caserta, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Salerno, Napoli e Catania.
 
La prima provincia del nord è Imperia, poco sopra quota 3.000. Roma Capitale registra un pesante 2.661 euro pro capite.
Fra i capoluoghi di Provincia si evidenzia che i numeri di Isernia sono tutti concentrati nella maggiore città. Il Comune di Isernia guida anche qui la classifica, con ben 6.307 euro pro capite, seguito nuovamente dai Comuni di Messina, Siracusa, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catania, tutti al di sopra dei 4.000 euro pro capite. Livorno, Aosta e Imperia i capoluoghi del nord con i numeri peggiori.
 
Nei Comuni sopra i 10.000 abitanti sono stati esaminati i primi 100 per intensità di gioco online.
 
Pur nella prevalenza delle Regioni del Sud si evidenziano numerose realtà del centro-nord con dati anomali; un segnale, assieme ad altri, della progressiva espansione di importanti volumi di gioco anche in quelle aree.
Fra i Comuni oltre i 10.000 abitanti si registrano fortissime variazioni di quanto giocato rispetto all'anno precedente. Di questi 21 erano del nord, in particolare Lombardia (10) ed Emilia-Romagna (6). In testa alla classifica dei Comuni italiani quest'anno troviamo Patti, in provincia di Messina, con 7.715 euro pro capite, un Comune con una storica presenza della malavita organizzata, come il secondo, Castel San Giorgio, primo in classifica nei due anni precedenti.
 
Se nel 2024 il Comune salernitano aveva visto un record incredibile, con 18.000 euro pro capite, oggi scende a 7.227, ancora una volta costringendo a domande sulla provenienza di queste risorse.
A molti chilometri, ma ad un solo euro di distanza, troviamo Zola Predosa, un comune della cintura bolognese, in un'area di forte criticità sul fronte dell'azzardo. Seguono Formia (Lt), con 6.824 euro ed una presenza importante e storica di malavita organizzata ed Isernia, l'unico capoluogo trai primi 50 Comuni, con 6.307 euro.
 
A poca distanza Capaccio Paestum (Sa), Melito di Porto Salvo (RC), Galatone (Le), Monsummano Terme (Pt) primo Comune del Centro, Pozzallo (Rg) e Ventimiglia (Im), primo Comune del nord per quanto speso in azzardo online da ogni cittadino.
 
Nella classifica dei primi 100 Comuni sono tanti quelli nei quali, negli ultimi decenni, sono stati disciolti i Consigli per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso, assieme ai Comuni destinatari di immobili confiscati alla mafia. Sono tra gli altri Lipari, Villa Literno, Partinico, Squinzano, Castellamare di Stabia, Villabate, Cassano all'Ionio, Termini Imerese, Ottaviano, San Cipriano d'Aversa, Messina, Casal di Principe, Scalea, Cinisi, Rosarno, Crotone, Reggio Calabria, Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano, Carini, Pozzuoli e altri ancora.
 
Un elenco che spesso sovrappone le anomalie dell'azzardo online alle condizioni più complicate di legalità del nostro Paese: una correlazione diretta, in molte realtà, tra volumi finanziari investiti nelle piattaforme da remoto e intensità dell'attività della malavita organizzata.
E' necessario svelare l'origine dei flussi economici che vengono “investiti” in azzardo e con quali finalità. Le inchieste della Magistratura da anni evidenziano gli interessi delle mafie nel gioco d’azzardo, sul controllo della filiera del gioco compreso il più sofisticato modello di gioco online, la gestione di piattaforme e di valute in un intricato intreccio internazionale.
Un fenomeno che non accenna a essere debellato.
 
I numeri del gioco in Calabria.
 
I numeri disponibili: nazionali, regionali, provinciali e dei capoluoghi pongono ancora per il 2025 la Campania, la Sicilia, la Calabria ed il Molise fra le regioni con i dati peggiori, e tante anomalie nell’online. Fra i dati provinciali Messina, Siracusa, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catania sono fra le province ai vertici del gioco.
 
In Calabria la raccolta di gioco fisico e online, ha raggiunto la gigantesca somma di 6.172.265.586,11 euro (tabella 2) e una media regionale di raccolta pro capite complessiva fra le province di 3.994,98 euro.
Il valore della raccolta del gioco online pro capite per tutti gli abitanti residenti in Calabria, nel 2025 è di euro 2.436 contro la media nazionale di euro 1.712 euro
Diminuiscono sensibilmente in Calabria i conti online: nel 2025 risultano 727.504 (su 17,1 mln di unità nazionali), contro gli 857.529 del 2024 e gli 802.463 del 2023. I conti attivi per ogni mille residenti in età 18-74 anni, in Calabria risultano nel 2025 n. 548 contro i n. 644 del 2024 ed i n. 600 del 2023.
 
Ciò non è sintomatico della riduzione della raccolta online in costante crescita. Difatti, solo l’effetto delle nuove gare di concessione a seguito del DL 41/2024 che da novembre 2025 hanno contratto per una gamma di players operanti nel mercato nazionali, il rinnovo della concessione con conseguente chiusura dei conti.
 
 
A ciò si somma l’effetto di un contenzioso oggetto ricorso al Consiglio di Stato con relativa sospensione dall'Albo di Punti Vendita Ricariche (PVR) che creano difficoltà per la ricarica e l’apertura dei conti-gioco.
 
Tabella 3 Raccolta dell'azzardo complessivo (fisico e da remoto) per tipologia di gioco regioni italiane. Anno 2025. Valori assoluti in euro.
Tipologia gioco
(A): Il TOTALE include le giocate compiute all'estero, a San Marino e quello non territorialmente attribuibili.
(B): Giochi numerici a totalizzatore: Eurojackpot, PlayYourDate, Superenalotto, Winforlife
(C): Gioco a base ippica: Ippica Nazionale, Scommesse Ippiche In Agenzia
(D): Gioco a base sportiva: Concorsi Pronostici Sportivi, Scommesse Sportive a Quota Fissa
(E): Lotterie: Lotterie Istantanee, Lotterie Istantanee Telematiche, Lotterie Telematiche Tradizionali, Lotterie Tradizionali
  Calabria Italia
APPARECCHI (AWP, VLT e Comma 7) 679.100.896,33 31.503.530.326,22
Betting Exchange 39.567.582,64 2.888.628.376,40
Bingo 15.646.143,96 1.771.655.546,11
Giochi di Abilità a distanza 3.749.817.554,63 81.207.712.710,98
Giochi numerici a totalizzatore (B) 58.783.263,00 1.788.785.123,50
Gioco a base ippica (C) 5.234.943,25 667.882.297,75
Gioco a base sportiva (D) 703.236.769,90 19.195.459.441,90
Lotterie (E) 328.210.199,60 12.993.302.001,00
Lotto 406.375.886,00 8.241.754.650,50
Scommesse virtuali 186.292.346,80 5.086.204.548,60
Totale (A) 6.172.265.586,11 165.344.915.022,96
Elaborazione Federconsumatori Calabria Fonte dati IV° Rapporto del Libro Nero del gioco d’Azzardo.
 
Dalla tabella 4 che segue si evidenzia il valore complessivo raggiunto in Calabria con 6.172.265.586,11 euro (gioco fisico e online) di cui il 61,44% di gioco online, una raccolta pro capite complessiva di euro 3.994,98 euro e ben 5 postazioni occupate fra le prime 23 posizioni nazionali.
 

Tabella 4- Raccolta complessiva (fisica e online), valore del gioco online, raccolta pro capite e posizione delle province calabresi sul totale delle province –Anno 2025- valori in euro e %.
 
Provincia Calabria Raccolta di gioco
Oltre i 18 anni
Valori in €
Di cui per gioco di abilità a distanza
Valori in %
Raccolta
pro capite
Valori in €
 
Posizione fra tutte le province
Cosenza 2.164.517.761,09 61,1 %
 
3.794,00 22°
Reggio Calabria 1.858.262.207,57 58,9  %
 
4.323,40 10°
Catanzaro 1.089.342.475,94 60,7 %
 
3.778,12 23°
Crotone 537.786.619,00 64,1 %
 
3.982,57 16*
Vibo Valentia 522.356.522,51 62,4 %
 
4.096,79 14°
                       TOTALE 6.172.265.586,11 61,44% 3.994,98  
Elaborazione Federconsumatori Calabria Fonte dati IV° Rapporto del Libro Nero del gioco d’Azzardo
 
Il valore raggiunto nel 2025 dalla raccolta del gioco online nelle 5 province calabresi (tabella 5) è pari a 4.452.268.997,81 euro con una media di giocate pro capite di 3.385,47 euro (popolazione 18-74 anni) contro la media nazionale di 1.712 euro. In testa la Provincia di Reggio Calabria con il valore di gioco pro capite di 3.385,47 euro.
 
Il valore delle giocate pro capite da remoto in Calabria, nel 2025, ha raggiunto 2.436,00 euro sul totale della popolazione, contro i 2.211,00 euro del 2024 e 2.032,00 euro del 2023, e contro la media nazionale del 2025 di 1.712,00 euro pro capite.

bella 5- Giocate online per regione e per ripartizione territoriale. Valori pro capite (calcolati sul complesso della popolazione residente). Annualità 2020-2025.  Valori assoluti in euro
Elaborazione Federconsumatori Calabria Fonte dati IV° Rapporto del Libro Nero del gioco d’Azzardo. 
        REGIONE /Ripartizione Giocate online. Importo medio pro capite (sul totale della popolazione residente). Valori assoluti in €
2025 2024 2023 2022 2021 2020
Abruzzo 2.196 2.039 1.760 1.579 1.515 1.019
Basilicata 2.189 1.885 1.811 1.601 1.478 1.097
Calabria 2.436 2.211 2.032 1.764 1.624 1.141
Campania 2.527 2.346 2.117 1.874 1.733 1.187
Emilia-Romagna 1.280 1.159 1.005 903 805 572
Friuli V.G. 1065 951 832 749 710 552
Lazio 1.941 1.783 1.583 1.412 1.255 946
Liguria 1.588 1.437 1.284 1.166 1.063 752
Lombardia 1.375 1.234 1.041 930 870 647
Marche 1.630 1.494 1.353 1.223 1.136 813
Molise 2.288 2.146 1.907 1.640 1.608 1.060
Piemonte 1.335 1.234 1.082 1.017 960 727
Puglia 2.106 1.950 1.815 1.577 1.462 1.023
Sardegna 1.902 1.678 1.457 1.254 1.133 831
Sicilia 2.472 2.260 2.057 1.806 1.580 1.191
Toscana 1.358 1.219 1.084 944 866 635
Trentino A.A. 953 845 721 648 600 442
Umbria 1.276 1.132 1.010 915 892 637
Valle d'Aosta 1.408 1.193 1.077 1.037 830 683
Veneto 921 829 714 649 599 441
Totale (*) 1.712 1.563 1.392 1.242 1.138 831
NORD 1.255 1.134 975 884 815 811
CENTRO 1.671 1.522 1.356 1.206 1.086 1.082
SUD E ISOLE 2.339 2.147 1.948 1.710 1.560 1.542
ab





























Per il 2025, Cosenza con 1.583.445.160,92
euro risulta la Provincia della regione con la maggiore raccolta di gioco online seguita da Reggio Calabria (1.296.423.501,29 €), Catanzaro (787.437.345,15 €), Crotone (401.764.919,10 €) e Vibo Valentia (383.198.071,35 €).
 
In testa, per valore di gioco online pro capite nelle città capoluogo di Provincia: Crotone con 4.208,12 euro seguita da Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza, tutte oltre la media nazionale e delle regioni del Sud (tabella 6).
 
Tabella 6 - Raccolta di gioco online per Provincia e valore pro capite per Provincia e per Città Capoluogo di Provincia – Popolazione in età 18-74 anni - Anno 2025 - Valori in euro
 
Provincia
e Città Capoluogo
Valore del gioco online 2025
Valori in euro
Valore del gioco
Pro capite Provincia
Valori in euro
Valore del gioco
Per Città capoluogo
Valori in euro
Catanzaro       787.437.345,15 3.199,73 3.594,01
Reggio Calabria     1.296.423.501,29 3.385,47 4.191,52
Cosenza    1.583.445.160,92 3.243,86 2.786,44
Crotone     401.764.919,10 3.439,09 4.208,12
Vibo Valentia     383.198.071,35 3.517,32   4.061,69
                          
                          TOTALE
      
          4.452.268.997,81
  3.385,47 (18-74 anni)
2.436,00 (tot. popol.)
3.768,36 (18-74 anni)
Elaborazione Federconsumatori Calabria Fonte dati IV° Rapporto del Libro Nero del gioco d’Azzardo
 
Nella successiva (tab. 7) seguono le Province ed i Comuni con il maggiore valore di raccolta pro capite di gioco online.
Melito Porto Salvo (RC) si conferma fra i Comuni con la più alta media di gioco pro capite online con 5.919,91 euro seguito da Cirò Marina (KR), Crotone, Reggio Calabria e Rosarno oltre la soglia dei 4.000 euro pro capite.
 
Tabella 7- Raccolta dell’azzardo online, popolazione residente e giocata pro capite (età 18-74 anni) per comune capoluogo di provincia e resto della provincia. Anno 2025.  Media nazionale 2.365,81 euro
 
Provincia/Comune          RACCOLTA ONLINE PRO CAPITE (18-74 anni) (€)  
                        2025      2024  
CROTONE 3.439,09                                              2.865,70  
CIRÒ MARINA 4.372,43                                              2.869,40  
CROTONE 4.208,12                                              3.661,94  
REGGIO CALABRIA 3.527,36                                              3.223,69  
MELITO DI PORTO SALVO 5.918,91                                              4.540,63  
REGGIO DI CALABRIA 4.191,52                                              3.810,27  
ROSARNO 4.136,05                                               3.515,70  
GIOIA TAURO 3.796,13                                               4.300,22  
VIBO VALENTIA
VIBO VALENTIA
3.517,32                                               3.089,69
4.061,69                                               3.296,25
 
 
Elaborazione Federconsumatori Calabria Fonte dati IV° Rapporto del Libro Nero del gioco d’Azzardo
Gettito erariale.
La modifica dell’offerta e della domanda di azzardo in Italia dell’ultimo ventennio ha conosciuto un’accelerazione dopo il 2020 con il progressivo spostamento dei volumi giocati sul canale da remoto, con dinamiche che si riflettono in termini erariali nazionali per effetto di un prelievo fiscale limitato rispetto al gambling fisico e inoltre, caratterizzato da livelli di payout nettamente più elevati.
A causa dell’espansione delle giocate da remoto, l’entrata complessiva per l’erario è in progressiva diminuzione (11,4 mld di € nel 2025, il 6,9% della raccolta) ed è ormai prossimo ad essere pari, se non al di sotto del fatturato annuale dei Concessionari. Nel 2006 l’incidenza dell’erario superava il 19% della raccolta (con entrate statali pari a 6,7 mld di €).  Il fatturato complessivo dei concessionari nel 2025 ammonta a 10,4 mld di €, con una crescita in termini reali rispetto al 2006, pari a +43%.
 
La pubblicità nel gioco.
COSENZA RENDE +54,1  mln di €
CROTONE CIRÒ MARINA +15,4  mln di €
La pubblicità nel gioco d’azzardo si presenta in una pluralità di forme che superano di gran lunga quelle più tradizionali (stampa, televisione, radio) per farsi più subdole (mascherate in un articolo pseudogiornalistico o nei consigli di un influencer) o più invasive, perché personalizzate sulla base della profilazione, che la rete (e la scarsa attenzione alla protezione dei propri dati) consente in modo relativamente semplice.
 Studi epidemiologici sul disturbo da azzardo patologico dimostrano l’efficacia della pubblicità come elemento scatenante dell’approccio a questa attività, facendone, per conseguenza, un rilevante ostacolo per le politiche di prevenzione, specialmente in relazione alle fasce di popolazione più vulnerabili.  Proprio per questo, le Regioni, che come noto hanno preceduto il legislatore statale nella lotta all’addiction comportamentale causata dal gioco, da tempo hanno previsto nelle loro legislazioni, tra le azioni da porre in campo, proprio la limitazione degli spazi pubblicitari.
Anche a livello sovranazionale, del resto, già nel 2012, il Parlamento europeo, nella sua Risoluzione n. 2322, invitava gli Stati membri a regolare la pubblicità on line del gioco in modo tale che se ne promuovesse l’esercizio responsabile e che i messaggi pubblicitari contenessero chiari avvertimenti sui rischi della dipendenza dal gioco d’azzardo, non rischiassero di raggiungere i minori, non esagerassero le probabilità di vincita ed infine che non descrivessero il gioco come una strategia ragionevole per migliorare la propria situazione economica.
Anche la Raccomandazione della Commissione europea n. 478 del 2014, sulla stessa linea, tra le misure suggerite agli Stati in materia di gioco on line, prevedeva che la pubblicità non dovesse contenere dichiarazioni infondate sulle possibilità di vincita, né sul rendimento che i giocatori possono aspettarsi dal gioco e che non incitasse al gioco, né denigrasse l’astensione da esso o descrivesse questa attività come socialmente attraente o approvata da personalità famose.
L’Unione europea, dunque, si è concentrata in particolare sul gioco in rete, per via non solo della evidente natura transfrontaliera del canale, che interessa perciò più direttamente la libera prestazione dei servizi, ma anche per la mancanza di regolazione sul tema, all’epoca, in molti Stati membri. In ogni caso, oltre a trattarsi di atti non vincolanti, le prescrizioni comunitarie dimostrano di non intendere vietare, ma solo controllare la pubblicità del gioco.
A livello statale nazionale, assistiamo ad una parabola normativa che, anche sulla scia degli atti normativi europei richiamati e soprattutto della legislazione regionale, cui la giurisprudenza costituzionale ha saputo dare copertura, ha visto una iniziale fase ascendente, in direzione di una restrizione dei messaggi pubblicitari, per quanto nella pratica applicativa, come vedremo, piuttosto ammorbidita, seguita da una fase discendente, cui stiamo tuttora assistendo, nella quale il legislatore è tornato sui propri passi, riaprendo alla possibilità di pubblicizzare il gioco.
Mafie e gioco.
Il valore della raccolta del gioco d’azzardo illegale è stimato in 39 miliardi di euro complessivo tra gioco fisico e online per un totale tra gioco legale e illegale, di 204 miliardi.
 
Il gioco illegale online è invece stimato in 22 milardi di euro per un totale di 123 miliardi di euro tra gioco legale e illegale online.
In alcune aree urbane secondarie si sviluppano importanti poli di generazione dei volumi di gioco legati all’attività di conti online di “giocatori professionisti” che “investono” mensilmente sulle piattaforme decine di migliaia di euro (senza escludere la presenza di linee VPN geolocalizzate in quelle zone).
 
In questo l’aspetto centrale da analizzare è rappresentato dall’origine dei flussi economici che vengono “investiti” in azzardo e con quale finalità.
 Il decentramento della generazione dei volumi di gioco verso realtà demograficamente ridotte rappresenta, una delle modalità attraverso le quali la malavita organizzata individua aree più nascoste per il riciclaggio del denaro e per le proprie attività.
 
In questo modo è possibile apprezzare due tipologie di anomalie.
 Le anomalie dei dati in serie storica evidenziano realtà comunali con variazioni elevatissime dei flussi lordi giocati passando da un anno all’altro. Variazioni difficilmente giustificabili con una “normale attività da gioco d’azzardo”: Da dove sono arrivati quei volumi così importanti? oppure, in caso di contrazione della raccolta, perché sono spariti in un lasso di tempo così contenuto?
 
I diversi dati raccolti concentrano l’analisi sul valore medio di raccolta pro capite, per residente in età 18 – 74 anni, nel campione costituito dai comuni con più di 10.000 residenti – con valore dell’indicatore superiore o uguale a 3.500 euro - appartenenti ai primi 15 territori provinciali per volume lordo giocato pro capite.
Si tratta delle province di Isernia, Messina, Siracusa, Palermo, Caserta, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Salerno, Napoli, Catania, Crotone, Taranto, Teramo, Pescara, Lecce.
 
A supporto della tesi sopraesposta, relativa al decentramento della generazione dei volumi di gioco in comuni minori rispetto al capoluogo ma comunque demograficamente significativi, si individuano anche realtà territoriali con valori dell’indicatore di intensità superiori ai 5.000 euro (più del doppio della media nazionale che è pari a 2.365,81€): Isernia (6.306,99€), il comune messinese di Patti (7.714,94€), Villa Literno in provincia di Caserta (5.373,61€), Melito di Porto San Salvo e Reggio Calabria (5.918,91€), i comuni leccesi di Nardò (5.289,70€) e di Galatone (5.804,57) e, in provincia di Salerno, Capaccio Paestum (6.291,68€) e il comune Castel San Giorgio che presenta nel 2025 una raccolta pro capite pari a 7.227,80€.
 
Da evidenziare la presenza di numerosi Enti locali oggetto di decreto di “Scioglimento dei Consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare” nel periodo 1991-2025. Si evidenziano numerosi casi di comuni nei quali si registra una correlazione diretta fra volumi finanziari investiti sulle piattaforme da remoto e intensità dell’attività della malavita organizzata. 
I dati 2025 evidenziano un ulteriore aspetto: la progressiva espansione di importanti volumi di attività di gioco anche in aree del Nord e del Centro – Nord
 
L’aumento dell’offerta di azzardo legale, che non ha certo dato i risultati sperati nella lotta alla criminalità, rappresenta per lo Stato una forma di entrata fiscale irrinunciabile, con la generazione di una sorta di “dipendenza dello Stato dall’azzardo” [a]. Se ad ogni ampliamento dell’offerta corrisponde un allargamento della platea dei giocatori, la riduzione degli utili marginali che ne consegue postula necessariamente, al contempo, un suo successivo ulteriore ampliamento, secondo un ciclo destinato a non incontrare mai una fine. 
Il trasferimento del giocato sull’online riduce inoltre in modo rilevante le entrate erariali.
La leva fiscale dell’azzardo viene inoltre utilizzata ogniqualvolta occorra reperire in breve tempo una nuova entrata, come dimostra il frequente ricorso alle entrate derivanti dal comparto, ad esempio, per fare fronte a calamità naturali (dal terremoto in Abruzzo del 2009 fino all’alluvione in Romagna del biennio 2023-24).
Azzardo e povertà.
L’azzardo rappresenta una tassa sulla povertà, in quanto destinata a gravare sulle categorie sociali più deboli e vulnerabili.  
Esiste una relazione inversa fra la situazione socioeconomica finanziaria e l’incremento della raccolta complessiva dei giochi d’azzardo. All’acutizzarsi della crisi (reale o percepita) corrisponde una crescita della propensione al gioco e una conseguente contrazione dei consumi.
Motore di questa dinamica, alimentata dalla crescente pubblicizzazione dei giochi d’azzardo legali, è l’idea illusoria di una vincita in grado di garantire la risoluzione “in un colpo solo” dei problemi economici correlati alla crisi.
 
Anche lo studio IPSAD del CNR-IFC(1) 2022 sottolinea che sono proprio le persone con redditi mensili e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti.
 
La medesima indagine stima in circa 20 milioni gli italiani tra i 18 e gli 84 anni (43%del totale) che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2022 e in 800mila gli italiani della stessa fascia d’età che presentavano in quell’anno un profilo di gioco a rischio da moderato a severo.
Lo studio ESPAD del CNR-IFC sugli studenti tra i 15 e i 19 anni stima in 1.300.000 (51% del totale) coloro che hanno giocato almeno una volta nel corso del 2022, in quasi 130mila i giocatori a rischio e in oltre 67mila i giocatori problematici.
 
Risulta utile considerare lo Stato Socio-Economico (SES: reddito, istruzione, occupazione) come indicatore di disuguaglianza sociale (Henkel, Zemlin, 2016; Van der Maas, 2016; Buja et al., 2019). L'impatto sproporzionato che il gioco d'azzardo ha sulle persone con basso SES ha portato a sostenere che il gioco d'azzardo possa avere un ruolo importante nel mantenimento, se non nell’accelerazione, delle disuguaglianze strutturali. 
 
In sostanza, mentre i gruppi a più alto reddito hanno tassi più elevati di partecipazione al gioco, le conseguenze negative del gioco sono maggiori per i gruppi a basso reddito. Infatti, i tassi di gioco d'azzardo problematico sono più elevati tra i gruppi a basso reddito rispetto ai gruppi ad alto reddito (Van der Maas, 2016). Avere meno risorse economiche può portare sia a problemi più gravi sia a una più rapida progressione di tali problemi per l’incapacità di gestire le perdite. Tali risultati supportano l'affermazione che il problema del gioco d'azzardo influisce in modo sproporzionato sulle persone già soggette a disuguaglianze.  
 
 
Mimma Iannello Presidente Federconsumatori Calabria Aps:
 
<< Il IV° rapporto della Federconsumatori, assieme alla Fondazione Isscon e Cgil, mantiene acceso il faro sul fenomeno del gioco d’azzardo che ha raggiunto cifre gigantesche in Italia con ben oltre 165 miliardi di euro di raccolta nel 2025 con un +5% sul 2024, e di ben oltre circa 6 miliardi in Calabria tra gioco fisico e online.
La Calabria mantiene così, il 3° posto per volume della raccolta pro capite online e tutte le province collocate fra le prime 23 posizioni nazionali per volume di gioco.
Un fenomeno in progressivo aumento, con tante sfumature da interpretare sui territori a maggiore concentrazione di gioco, nei comuni sciolti per infiltrazioni di ‘ndrangheta, per incidenza sociale e culturale di un fenomeno che distrugge le famiglie, attrae numeri sempre più elevati di giovani, crea dipendenze e fenomeni di usura e ingrassa la rete delle attività che vedono crescere a dismisura i propri profitti.
Le scelte nazionali e regionali e la scarsa vigilanza locale, evidenziano quanto sia effimera l’effettiva e cogente volontà di contrastare un fenomeno che non solo impoverisce e dilapida patrimoni familiari ma che genera costi sociosanitari elevati per riparare alle patologie e alle macerie familiari che genera.
Da qui la puntuale denuncia e la precisa richiesta di Federconsumatori, Isscon e CGIL di scelte di Governo capaci di contrastare concretamente il fenomeno, vietare la pubblicità del gioco, mettere in trasparenza ogni dato e giungere ad un Bilancio sociale sugli effetti complessivi del gioco in cui, ad oggi, i perdenti risultano essere lo Stato ed i cittadini.
I dati nazionali e regionali, in qualsiasi versione si vogliano interpretare, rendono chiaro il fallimento delle misure che negli ultimi anni hanno di fatto allentato la normative nelle maglie di controllo e vigilanza sul gioco.  Non si può nutrire la dipendenza del gioco liberalizzando attività e orari e poi assolvere la coscienza con programmi per riparare ai danni da dipendenza patologica o con occasionali eventi informativi nelle scuole.
 
Serve molto di più per sconfiggere il gioco d’azzardo e gli interessi illeciti che muovono attorno a partire a quelli della ’ndrangheta così come svelano molte inchieste della Magistratura.
Federconsumatori, ad ogni livello, manterrò alto il livello di impegno, analisi e denuncia del fenomeno che molte volte si traduce in richiesta di assistenza per casi disperati di sovraindebitamento delle famiglie. >>

4.06.2026                                                                                       Federconsumatori Calabria Aps
 
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